A&G @ Macerata

Che effetto fa tornare nella mia vecchia città universitaria come debellatrice?

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Strano. Macerata è rimasta la stessa, e d’altronde cosa dovrebbe cambiare? Qualche negozio, forse. La gente che gira, nel centro storico, sicuramente. Ma Piazza della Libertà è rimasta la stessa. I cancelli sono sempre quelli (in ristrutturazione). I palazzi che ospitano i diversi dipartimenti sono sempre gli stessi (non è vero, qualcosa è cambiato). Macerata è sempre lì.

Comunque, conoscere i posti torna sempre utile, ma la minuziosa esplorazione che ho fatto del centro storico nelle mie ore buche da pendolare è quasi fondamentale, se taglia considerevolmente i tempi di intervento. Il Vichingo è preoccupato, principalmente perché le città universitarie sono una pacchia per gli alieni.

In una città universitaria ci sono un sacco di ragazzi che vivono ammassati in appartamenti dislocati per tutto il territorio della città, che bevono, fumano, fanno sesso e sono la definizione del NON STARE ATTENTI.

Non sono mai stata una festaiola per cui quando Erik me l’ha fatto notare ho detto “nah, ma Macerata non è così”.

Esce fuori, lo è.

Ora la mia idea è che si siano svegliati d’un tratto. Macerata brulica di giovani anche la sera. I gruppi universitari sono pieni di eventi. Un’associazione (il cui motto è onestamente il migliore che abbia mai visto) ci ha persino contattati per copresenziare ad un party in piazza centrale. Hanno detto che i drink per noi sono gratis a patto che mettessimo la locandina sul nostro sito o lo pubblicizzassimo sulla nostra pagina. Ovviamente abbiamo accettato.

Ma una città poco sicura è una città lucrosa per noi. L’università ci ha chiesto tanti incontri quanti sono i dipartimenti, annullando le lezioni per fare in modo che tutti gli studenti possano venire. Ne abbiamo già fatto uno e sembravano mediamente interessati, anche perché abbiamo deciso di tenerla quanto più essenziale possibile. Siamo stati persino simpatici (incredibile per il Vichingo).

Il rettore Servanti si è gonfiato tutto quando ha detto “ed Elisabetta Gentili, tra l’altro nostra laureata”.

(pure io)

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raccomandazione

Mmmh gente da come si mette io mi raccomanderei di informarvi il più possibile sugli alieni e sulla profilassi antialiena perché:

  • ci sono stati incidenti ampiamente evitabili
  • vi sentireste più sicuri
  • male non vi fa.
  • stanno succedendo cose; non so se posso parlarne, anche perché non sono neanche sicurissima ma comunque non sembra mettersi bene.

Non mi arrivate sprovveduti come i maceratesi (2/3 delle case su cui siamo stati non ha manco toccato l’opuscolo pagato coi loro soldi) perché davvero non ce lo possiamo permettere.

Vi rimando a questo sito come al solito, per più informazioni.

lest minit holideis

scusate l’assenza.

dopo quest’estate di merda abbiamo fatto una mini vacanza estiva di corsa prima di non poter più dire che è estiva. è stato un last minute, abbiamo preso i permessi e via, solo due settimane fa ho sclerato ad Erik perché stavo perdendo soldi preziosi per lasciarmi riposare dopo il fattaccio, ma mi sono resa conto che stringo i denti questi giorni senza accorgermene, stavo avendo problemi di salute a non finire, e non posso permettermi lo stress continuativo. Siamo andati al mare perché ne abbiamo avuto abbastanza di montagna, per quest’anno anche se Erik tentennava perché si sente a disagio ad andare in giro con ancora le ferite addosso. Infatti è andato sempre in giro in maglietta, povero, e si è attirato un sacco di sguardi per tutte le ferite sul braccio, ma alla fine il mare ha fatto bene anche a lui. Se non altro ha dormito in tutte le posizioni anatomicamente possibili sulla sdraio sotto l’ombrellone, e anche quelle anatomicamente impossibili.

Ci serviva il relax, credo.

E indovinate un po’?

Siccome i debellatori, anche in vacanza, devono intervenire lo stesso se si trovano in loco, abbiamo pure dovuto lavorare.

E dopo che ci siamo dovuto ripulire dai resti melmosi di una ragazza e fatto ripulire un’altra ragazza (è la prima volta che mi capita di vedere un alieno che attacca una coppia omosessuale, ma è possibile, a quanto pare) in spiaggia, sono arrivate ste due stangone svedesi tutte carine scusandosi che ci hanno messo tanto perché c’era traffico e poi hanno parlato in giargianese con Erik mezz’ora.

Ripulite sto macello anziché parlare col connazionale, cazzo.

(non sono gelosa, è che mi hanno lasciato con la povera tizia traumatizzata mentre cercava disperatamente di mettersi in contatto con la sua ragazza, mentre io ribadisco ero in VACANZA proprio da queste cose e ancora mi girano le ovaie dopo 3 giorni e 500 km di distanza.

Cazzo.

Oh.)

(ps. Erik s’è fatto perdonare)

(pps. la sostituita stava bene, l’abbiamo raggiunta al telefono che stava facendo benzina.)

wanted.

Siamo alla terza chiamata di giornalisti che mi chiedono di Andrea Ilari.

Non mi piace questa attenzione. Specialmente perché me lo ricorda continuamente.

E soprattutto non è giusto per me, non è giusto per la sua famiglia.

Basta.

Inviato da smartphone

gare a rovescio

Non sono più tanto tranquilla mentre lavoro. Persino Erik l’ha notato. Generalmente facciamo a gara per il posto del passeggero (chi sta al posto del passeggero interviene per prima e generalmente fa la parte divertente, mentre l’altro parcheggia e arriva a divertimento finito, quando c’è da ripulire melma), gara che raramente perdo, perché Erik avrà pure le gambe lunghe, ma io gioco sporco. Ultimamente la gara non c’è quasi più. Mi metto al posto di guida quasi automaticamente. So che succede: ho paura di trovarmi di nuovo in quella situazione. Mi sono state raccontate storie che solo ora si sono concretizzate nella mia immaginazione, di alieni che vedono il debellatore e ammazzano la vittima davanti ai suoi occhi, di debellatori che arrivano sulla scena e vedono cadaveri maciullati e l’alieno seduto sul divano con nonchalance. Non è successo mai qui, sono i fighter a fare questo tipo di cose, ei fighter qui non ci sono,  ma io esito lo stesso.

Da un paio di giorni Erik fa lo sprint per andare a guidare e spingermi a lavorare. Ma io ho un nodo nello stomaco mentre salgo le scale o entro nelle case.

Non so.

idek

Ho ricevuto un sacco di email riguardo Andrea Ilari. Preferirei non parlarne, per ora.

Detto questo, Erik è finalmente tornato al lavoro, in realtà qualche giorno fa. Inutile dire che è per me un incredibile sollievo, a questo punto. Le sue ferite sono quasi tutte guarite, la sua schiena è passata dalla Norvegia all’Islanda alla Svezia all’Ucraina, e procederà verso San Marino  in guarigione. Con tutto quello che è successo, è stato molto tenero con me, sa cosa fare e cosa dire. Ha visto molto di peggio, come, ma non sottovaluta il mio stato d’animo. Anche a casa sono tutti gentili con me. Persino i clienti sono gentili con me.

Il che è molto carino, ma non sono io quella che va consolata. Cazzo, non so neanche io che cosa provo!

confessioni intere

Okay.

Lo ammetto. Ma solo perché potrebbe sfuggirmi o potreste vederci in giro.

Ho una relazione col Vichingo.

O meglio una cosa che assomiglia ad una relazione, ma lui è a suo agio col fatto che si sappia in giro, quindi, suppongo sia una relazione.

Il primo che fa quella domanda verrà raggiunto a casa e annichilito a suon di martellate.

(E sì, mi sono messa col coglione, ma in fondo non lo facciamo tutte? :-3)

Con questo caldo bestiale sto lavorando come una schiava, perché ci sono solo io e siamo in fase acuta. Sto scrivendo dal telefono in un secondo di pace, mentre ingurgito l’unico pasto che sono riuscita a fare finora dopo la colazione di stamattina alle 5.30 – non so se si nota l’ora, sono più o meno le 16.30. E non è che nel mio lavoro si stia comodamente a sedere.

Non mi è capitato mai di far fuori tutti questi alieni, sono veramente tantissimi, non è solo una mia impressione perché lavoro da sola, alcuni sono costretti a chiamare le unità speciali dei carabinieri perché io sono occupata.

(Il che significa spesso che dovranno richiamarmi. Purtroppo le pulizie sono roba delicata, è inutile spruzzare l’Exorepe se non pulisci bene)

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